L'11 settembre 2001 in cinque minuti.

impatto WTC2Sono in tanti, troppi, a non conoscere veramente cosa accadde quella mattina di fine estate del 2001. Alcuni erano troppo giovani per capire, altri sono sempre troppo indaffarati per approfondire, la stessa memoria di quei fatti si disperde e talvolta si annacqua tra le paludi della disinformazione.
Noi consigliamo a tutti la lettura dell'E-Book Crono911, per conoscere e capire fatti e ragioni, ma per chi ha proprio tanta fretta, proponiamo una sintesi da leggere in pochi minuti.


Al termine della guerra contro i Sovietici in Afghanistan, Osama Bin Laden creò Al-Qaeda, una struttura destinata a coordinare e convogliare uomini e risorse per la Jihad, la guerra santa islamica.
Quando l'Iraq di Saddam invase il Kuwait, nel 1990, Osama propose al governo saudita di utilizzare Al-Qaeda per cacciare gli invasori ma la proposta non fu accolta.
Invece, l'Arabia Saudita concesse l'utilizzo del proprio territorio a una coalizione militare guidata dagli Stati Uniti.
La presenza di forze militari "infedeli" sul sacro suolo arabo innescò l'odio di Osama contro l'America, simbolo di un nuovo ordine mondiale che soffocava le sue speranze di dar vita a un grande e unico impero islamico da Gibilterra all'Indonesia.

Alla fine degli anni novanta il terrorista Khalid Sheikh Mohammed, che aveva avuto un ruolo importante nell'attentato al World Trade Center del 1993 e che aveva progettato operazioni terroristiche su vasta scala contro aerei di linea americani contemplando anche l'utilizzo di piloti suicidi, si affiliò a Osama Bin Laden e gli propose un nuovo progetto terroristico: l'Operazione Aerei.
Bin Laden autorizzò l'operazione e garantì il suo finanziamento.
Khalid Sheikh Mohammed scelse quattro uomini sufficientemente colti e preparati, individuandoli tra gli elenchi dei combattenti addestrati nei campi di Al-Qaeda in Afghanistan.
Uno di essi, Hani Hanjour, era già pilota commerciale.
Gli altri tre erano studenti di ingegneria in Germania: Mohammed Atta, Marwan Al-Shehhi, Ziad Jarrah.
I quattro entrarono negli Stati Uniti nel 2000 e si addestrarono nelle scuole di volo americane.
Nel giro di pochi mesi anche Atta, Al-Shehhi e Jarrah ottennero le licenze di pilota.
Atta fu designato a capo dell'operazione.
I quattro piloti furono raggiunti da altri 15 terroristi.
Un ventesimo dirottatore non riuscì a entrare negli Stati Uniti.
Quasi tutti i terroristi erano persone sconosciute ai servizi segreti americani e all'FBI, avevano cittadinanza saudita e in base alle leggi in vigore all'epoca non ebbero difficoltà a ottenere i visti d'ingresso.

Khalid Sheikh Mohammed inviò negli Stati Uniti un quinto aspirante pilota suicida, Zacarias Moussaoui, probabilmente allo scopo di mantenerlo in riserva nel caso in cui qualcuno dei piloti designati fosse venuto a mancare.
Moussaoui si iscrisse a una scuola di volo americana ma i suoi istruttori si insospettirono e avvertirono l'FBI che trovò un pretesto per arrestarlo, nell'agosto del 2001.
Moussaoui si guardò bene dal rivelare le ragioni della sua presenza negli Stati Uniti.

L'11 settembre del 2001 i 19 terroristi, suddivisi in quattro gruppi, salirono a bordo di altrettanti aerei di linea in decollo dagli aeroporti di Boston, Newark e Dulles.
Tutti e quattro i voli erano programmati per partire tra le 7:45 e le 8:10.
Una in volta in volo, raggiunta la quota di crociera, i terroristi entrarono in azione.
Armati di piccoli coltelli e spray irritanti uccisero i piloti e spinsero assistenti e passeggeri verso la coda, presero i comandi degli aerei e cambiarono la rotta.
I voli American 11 e United 175 decollati da Boston si diressero verso New York.
I voli American 77 e United 93, il primo decollato da Dulles e il secondo decollato - con notevole ritardo - da Newark, si diressero verso Washington.
I dirottatori spensero i transponder (o ne cambiarono il codice identificativo), ossia gli apparati che consentivano ai controllori del traffico aereo di identificare e tracciare i velivoli sui propri schermi radar.
Senza i transponder era impossibile distinguere quegli aerei tra le centinaia di altri velivoli civili in volo in quel momento.

Dai voli dirottati, assistenti di volo e passeggeri utilizzarono i telefoni di bordo per avvertire le autorità e chiamare amici e parenti.
La difesa aerea, informata dai controllori di volo, ordinò il decollo dei propri caccia ma a causa dei tempi ridottissimi e dell'incapacità dei controllori a localizzare gli aerei dirottati, gli intercettori non riuscirono a intervenire efficacemente.
Il volo American 11 si schiantò contro la North Tower alle 8:46, il volo United 175 colpì la South Tower alle 9:03.
I caccia giunsero su New York alle 9:25.
Quasi nello stesso momento ai caccia della base aerea di Langley fu ordinato di decollare per proteggere Washington.
Non c'erano altri caccia armati disponibili, in ossequio alle regole in vigore in tempo di pace, dopo la fine della Guerra Fredda.
Il volo American 77 colpì il Pentagono alle 9:37.
I caccia di Langley raggiunsero Washington alle 9:58.
Un minuto dopo, a New York, la South Tower collassò per effetto dei danni strutturali e degli incendi.
Il volo American 93 precipitò in una campagna nei pressi di Shanksville, alle 10:03, prima di raggiungere Washington: i dirottatori furono assaliti dai passeggeri e decisero di far schiantare il velivolo prima di essere sopraffatti.

Alle 10:15 crollò la sezione del Pentagono interessata dall'impatto.
Alle 10:28 la North Tower collassò anch'essa.
L'intero World Trade Center fu devastato e distrutto dai crolli delle Torri.
Rimase in piedi solo il grattacielo WTC-7, gravemente lesionato e divorato da incendi incontrollati, che cedette nel pomeriggio.
Si contarono quasi 3000 vittime, gran parte delle quali uccise dai collassi delle Twin Tower.
Tra esse, centinaia di vigili del fuoco e poliziotti intervenuti in soccorso.

Un mese dopo le forze armate americane attaccarono l'Afghanistan determinando la caduta del regime dei Talebani e la distruzione dei campi di addestramento di Al-Qaeda.
Osama Bin Laden riuscì a fuggire, ma fu rinvenuto un video nel quale spiegava ad alcuni suoi affiliati l'organizzazione degli attentati e se ne vantava.
Nel 2002 Khalid Sheikh Mohammed rilasciò una lunga intervista al giornalista arabo Yosri Fouda in una località segreta del Pakistan, svelando ogni dettaglio dell'operazione terroristica.
L'uomo fu catturato dai servizi anti-terrorismo americani nel 2003.
Nel frattempo erano stati catturati anche altri complici, tra i quali Ramzi Binalshibh, che aveva reclutato in Germania tre dei quattro piloti kamikaze.
Nel 2004 la Commissione di Inchiesta indipendente sui fatti dell'11 settembre, voluta dal Congresso Americano, pubblicava il suo rapporto finale.
Nel 2006 Zacarias Moussaoui veniva condannato al carcere a vita da un tribunale federale americano: da quel momento sono stati resi pubblici migliaia di documenti fino ad allora mantenuti riservati.
Nel 2008, presso la base americana di Guantanamo, iniziava il processo militare contro Khalid Sheikh Mohammed e i suoi complici.
Gli atti terroristici dell'11 settembre 2001, infatti, sono stati considerati azione di guerra.

Per saperne di più:

Crono911 Edizione 2009,  libro gratuito in lingua italiana di oltre 180 pagine in formato PDF che ricostruisce la cronologia degli avvenimenti integrandola con numerosi approfondimenti.

Fonti online, raccolta delle fonti e dei documenti utilizzati nel libro Crono911, scaricabili.

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Per muoversi tra le numerose risorse a disposizione, consulta la Guida ai contenuti di Crono911 e alle risorse sull'11 settembre.


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